E o GIRO continua em noticias:
Jornal Italiano Il Gazzettino, regional de Vicenza, deu destaque em pagina inteira sobre o GIRO.
(Link do jornal) talvez caduque com o tempo:
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Textos:
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CICLOTURISTI non per caso
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| DA SCHIAVON |
| La "spedizione" è partita per andare a trovare i "gemelli" |
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CARIOCA????
Vamos dar este desconto.
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700 km sui pedali
nel Brasile "taliàn"
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LA META PIU’ IMPORTANTE
La comitiva di ciclisti schiavonesi
a Monte Belo do Sul, il paese gemello
che li ha accolti con grande entusiasmo. Qui sotto l’abbraccio tra veneti e brasiliani. In alto Antonio Bianchi, ex sindaco di Schiavon
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Si è concluso poche settimane fa il viaggio di una comitiva di cicloamatori della provincia di Vicenza. Un giro ciclistico che ha visto partire da Canoas, centro limitrofo di Porto Alegre, un gruppo di ciclisti con destinazione Florianopolis. La meta reale del viaggio era Monte Belo do Sul, piccolo paesino dello stato di Rio Grande, gemellato da orami 10 anni con il comune di Schiavon. L’obiettivo: un abbraccio con i fratelli emigrati nel paese carioca da una regione, il Veneto, che ha visto all'inizio del secolo l'esodo di migliaia di poveri disperati alla ricerca di fortuna.
“L'iniziativa – spiega Antonio Bianchi, curatore del progetto – è nata dai rapporti di amicizia molto stretti, ormai decennali, maturati tra famiglie di Schiavon e famiglie del comune brasiliano gemellato, Monte Belo do Sul. L’idea iniziale era quella di effettuare in bicicletta il percorso Porto Alegre (capitale dello Stato del Rio Grande do Sul) – Monte Belo do Sul. In seguito, su specifica richiesta degli amici brasiliani, abbiamo allungato il percorso sino a Florianopolis (capitale dello Stato di Santa Catarina), per un totale di circa 700 km, attraversando territori abitati prevalentemente da discendenti di emigrati veneti di fine Ottocento, che usano ancora la parlata veneta, el tàlian appunto, e conservano intatti gli usi e i costumi di vita portati dall'Italia. Il giro ciclistico è partito da Canoas, nei dintorni di Porto Alegre, e ha fatto tappa a Monte Belo do Sul, Antonio Prado, Sao Joaquim, Urussanga, Sao Bonifacio e Florianopolis. Il gruppo era composto da 21 persone: 19 ciclisti e 2 accompagnatori. Ovviamente, i ciclisti non aveva velleità di tipo sportivo. Sono amici appassionati della bicicletta, quasi tutti pensionati, che volevanoo unicamente andare in Brasile a portare un inatteso e singolare saluto di amicizia”.
Tutta l'organizzazione del viaggio è stata curata dall'Associazione Culturale Merica Merica di Schiavon, creata appositamente per gestire i rapporti con il Comune gemellato di Monte Belo do Sul e più in generale con gli emigranti originari di Schiavon.
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| IL PERCORSO |
| L’idea iniziale era quella di un giro limitato, poi è cresciuto |
| Foto: un casco di banane per Giuseppe Carlotto |
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| LE TAPPE |
Itinerari mozzafiato nei paesi dell’immigrazione veneta |
| Venerdì 19 Marzo 2010, |
| SCHIAVON - (So.Ro.) La seconda tappa ha portato la ciclocomitiva a Antonio Prado, la città più italiana del Brasile, con evidenti segni nei nomi delle vie, dei negozi, nelle targhette dei campanelli. Un autentico museo a cielo aperto. Poi, dopo una infinita serie di saliscendi, eccoli a Bom Jesus, centro agricolo nello stato di Rio Grande. Qui trascorrono la serata in un'osteria dal nome familiare, Cantina Longhi. Poi un giorno di riposo in pullman, giungendo in serataa Sao Joaquim, 1350 metri: accoglienza fredda. Poi saliscendi per 106 chilometri e arrivo a Urussanga, 50 metri, con una discesa mostruosa, Serra do Rio do Rastro, tra nebbia, pioggia, acqua dalle pareti di roccia a strabiombo. A Urussanga li accoglie una sparuta compagine formata da tre esercenti locali. Da Urussanga a Sao Bonifacio, asfalto, saliscendi e discese nella foresta pluviale, sterrato, fango e buche da paura. La comitiva si divide: chi carica le bici sul motorhome, chi prosegue l’avventura. Ci sono anche 50 chilometri sul ghiaino pestato dal passaggio di auto, camion e autobus. Chi arriva col sedere attaccato alla sella a Sao Bonifacio ha la sensazione di aver realizzato una impresa. Il giorno si raggiunge Florianopolis, bellissima città sul mare, capitale di Santa Caterina: da lì il volo per tornare a casa. -------------------------------------- SCHIAVON - (So.Ro.) Il sodalizio tra Monte Belo Do Sul e Schiavon è un'avventura iniziata 10 anni fa per caso, quando il sindaco carioca, approdato a Schiavon, iniziò a fare ricerche archivistiche su Antonio Barbieri, emigrato alla fine dell'800 in Brasile e alla cui memoria è stata intitolata una via di Monte Belo. Lì si usa ancora il dialetto veneto e si praticano mestieri antichi come la lavorazione della "dressa" per i cappelli di paglia, arte conosciuta a Schiavon fino a mezzo secolo fa. I cognomi più frequenti sono Barbieri, Pozza, Munari, che sono tipicamente vicentini, per non dire schiavonesi. Nel Rio Grande do Sul, dove sono conservati ancora intatti gli usi e i costumi veneti. Monte Belo do Sul è a 143 km da Porto Alegre a un'altitudine di 618 m. e conta 3200 abitanti, quasi tutti di origine veneta, distribuiti su una superficie 70 kmq. Il principale prodotto del comune brasiliano è l'uva che è pure nello stemma comunale. ------------------ ================================================ |
Imagem da pagina dois do Il Gazzettino - Vicenza de 19/03/2010.

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